lunedì 28 dicembre 2009

domenica 27 dicembre 2009

Destatevi gente!

PARETE (CASERTA) – Le luminarie natalizie incantano il paesino. Diecimila anime. Le auto che attraversano il centro cittadino e il corso principale riflettono il blu sul volto dei passanti. Ma le luci gettano solo fumo negli occhi, al pari di un odierno oppio dei popoli. Non si contesta l’estetica. Ma tutto attorno? Il degrado mangia la periferia. L’urbanistica lascia spazio alle erbacce e al cemento, e non c’è traccia di progettualità. E se è vero che degrado chiama degrado, come si evince dalle Teoria dei Vetri Rotti (se in un condominio si rompe una finestra e nessuno l’accomoda, presto ci saranno altri vetri rotti, e ancor più presto tutto il quartiere diventerà un luogo a rischio e poco sicuro) al peggio non c’è rimedio. Destatevi gente.

Non ci resta che cantare:
"Na' tazzulella e' cafè ca sigaretta a coppa pe nun verè
che stanno chine e sbaglie, fanno sulo mbruoglie
s'allisciano se vattono se pigliano o' cafè
E nui passammo e uaie e nun puttimmo suppurtà
e chiste invece e rà na mano s'allisciano se vattono se
magniano a città".

Usciamo allo scoperto

Sembrano lontani i tempi in cui i notabili accusavano i giovani di oggi di essere “ mammoni “ e fannulloni. Ora ci si affretta a riconoscere i grandi meriti della nuova generazione, volenterosa e bramosa di fare. Ma una domanda sorge spontanea a noi giovani che davvero non vediamo l’ora di aggiustare lo scatafascio della società: sì siamo talentuosi ma quali sono gli strumenti a nostra disposizione per entrare in azione? A quanto pare il “ dietro le quinte” è il nostro posto,come dimostra la realtà quotidiana. Ma d’ altra parte in tanti sono i giovani che si limitano a piangere una realtà che proprio non va loro giù senza tuttavia muovere un dito per modificarla nel proprio piccolo:la pars destruens non è fine a sé stessa, anticipa la pars construens. Diceva infatti Kennedy: “Pochi avranno la grandezza per raggiungere la storia, ma ciascuno di noi può agire per cambiare qualcosa nel mondo, e nell'insieme di tutte queste gesta sarà scritta la storia di questa generazione”. Cogliamo dunque con gioia una proposta quale il Consiglio Comunale Dei Giovani,apriamo gli occhi alla ricerca dei nostri giovani coetanei impegnati quotidianamente ad affrontare le problematiche da noi condivise. Ma soprattutto non abbandoniamoli bensì supportiamoli partecipando attivamente:usciamo allo scoperto.

Claudia Moretti

lunedì 21 dicembre 2009

Lettera di un giovane per l'istituzione del Consiglio Comunale dei ragazzi a Formia (Il futuro non può aspettare)

Spettabile Regione Lazio, spettabile Comune di Formia,

sono Raffaele Vallefuoco, ventunenne studente in giurisprudenza. Scrivo per sollecitare l'istituzione del Consiglio Comunale dei Giovani nel Comune in cui risiedo: Formia. Il delegato alle politiche giovanili ha pubblicamente affermato di aver sposato la sua costituzioni, ma resta in attesa dell'attivazione da parte della Regione. I mass media offrono un quadro fin troppo evidente dello stato in cui versa, in questo frangente, la Pisana: un governo abilitato solo all'ordinaria amministrazione. Ma la disaffezione alla politica, il deficit di rappresentanza, la distanza delle istituzioni dai problemi delle giovani generazioni, destinate ad un futuro di precarietà e incertezza, non permettono certo tergiversamenti estemporanei. La pedissequa osservazione delle lancette dell'orologio che si muovono nel raggio del quadrante fornisce un senso di inadeguatezza. Anche l'attuale classe dirigente, vetusta e stantia, si dimostra troppo spesso inadatta ad affrontare le sfide globali del nuovo decennio e molle contro gli agenti esterni che attentano alla purezza delle Istituzioni. Allo stesso tempo, però, il nuovo che emerge dalle preesistenti nomenclature di partito si dimostra ancor meno adatto, perché è battezzato nel segno di quei disvalori che hanno allontanato per anni i cittadini dalla politica. "Le vecchie strade non funzionano" e per dirla ancora con le parole di Jonh Fitzgerald Kennedy: "E' tempo per una nuova generazione di leader". Una classe politica che abbia a cuore l'ambiente, la legalità e la polis. Il cambiamento non è difficile se ognuno di noi fa un piccolo passo; in fondo piccoli step fanno un grande salto. Ma c'è bisogno della collaborazione delle migliori forze di questo paese, troppo spesso in secondo piano. Il futuro non può aspettare, per questo come giovani vi chiediamo uno sforzo: la costituzione del Consiglio Comunale nella nostra città. Noi siamo pronti ad affrontare le sfide future, e voi?

Distinti saluti
Raffaele Vallefuoco
Formia 21 Dicembre 2009

domenica 20 dicembre 2009

Policlinico: una nuova pedemontana

Policlinico del Golfo si, Policlinico del Golfo no. E’ questo il nuovo dilemma che assale la politica formiana, con riflessi provinciali e soprattutto regionali. Accantonata, per il momento, la Pedemontana, «un miraggio» secondo il Pd cittadino, «sulla buona via» secondo l’amministrazione, appare sullo sfondo del dibattito politico il tanto agognato Policlinico. Ma stiamo attenti a non farne un’altra ‘‘pedemontana’’. Da destra e da sinistra si lavori, piuttosto, per la sua nascita, poi ognuno si prenda i meriti che vuole. L’importante è che i cittadini del Golfo abbiano il loro Policlinico.

giovedì 10 dicembre 2009

Ministro, ma ci faccia il piacere... (basta che non lo fa alle mafie)

"La mafia - ha sostenuto il guardasigilli Angelino Alfano - si può combattere senza andare in tv o senza fare convegni". Una dichiarazione da brividi. Punto primo perchè, forse questo il ministro della Giustizia lo ignora, ma glielo diciamo noi, il grande merito di Falcone, Borsellino e Caponnetto è stato proprio quello di portare il dibattito sulla mafia fuori dalle aule giudiziarie. E secondo, come ha affermato provocatoriamente il procuratore aggiunto Antonio Ingroia, in un'intervista rilasciata a Repubblica: "In tv vanno gli imputati a parlare dei loro processi" non si capisce perchè "non possono andare i magistrati a parlare di Legalità". A questo punto mi domando, un profilo basso può essere utile a chi dice di voler sradicare per sempre le criminalità organizzare dal tessuto adiposo nazionale? Io dico di no. Penso, piuttosto, che la mafia la si può demolire solo con una classe politica sana e determinata, una magistratura coraggiosa e un'opinione pubblica consapevole.

lunedì 7 dicembre 2009

Power to the younger

I manifesti per il rinnovo del consiglio comunale dei ragazzi di Spigno Saturnia campeggiano nel centro cittadino. Difficile non notarli per colore e fantasia. Eppure questo strumento di partecipazione è stato snobbato. Alle 12 di sabato mattina, infatti, termine ultimo per la presentazione delle liste in Comune, i dipendenti non hanno depositato alcuna candidatura. Il consiglio, a meno di deroghe al termine previsto, quest'anno andrà deserto. Un vuoto di democrazia? No, secondo il presidente uscente Salvatore Palazzo, il quale esprime serie riserve sulle decisioni assunte dagli amministratori senior. «In questi mesi c'è stato un vero e proprio caso politico - spiega il quasi ex presidente dell'assise giovanile - la maggioranza non ha voluto aggiornare il nostro statuto alla luce delle nuove direttive della regione Lazio e delle nostre proposte. Come consiglio, lo ricordo, ci siamo espressi proprio per un aggiornamento. Eppure il documento, così come approvato dal consiglio comunale, è esattamente diverso da come lo avevamo ideato». Ma l'analisi di Salvatore Palazzo assolve i suoi coetanei e affida le responsabilità di questo fallimento ai "grandi". «C'è stato proprio un rifiuto da parte dei ragazzi. Certo si è trattato di scelte del tutto autonome, ma sta di fatto che quest'anno non avremo le elezioni». Peccato perché questo strumento può costituire una sorta di iniziazione politica. L’assise junior? «Avoglia che la consiglio» ci spiega il presidente uscente, che da regolamento non può ricandidarsi. Certo, da una diversa prospettiva può essere visto come le macchinine Hotwheels: nient'altro che miniature delle sfreccianti auto da corsa. Ma questo punto di vista può essere fugato dall'esperienza diretta di chi questo strumento lo ha avuto tra le mani. «Credo che questo sia l'unico modo di partecipare alla vita politica per noi giovani. Ma...» prosegue: «O lo fai bene, e allora ti senti protagonista, o è solo un giocattolo. Noi il modo per renderlo un'occasione per la città lo abbiamo indicato. Ma non siamo stati ascoltati». Il consiglio comunale dei giovani può essere un osservatorio per interagire con il microcosmo degli under 25, nonché il modo per promuovere «la partecipazione dei giovani alla vita sociale, politica e culturale del paese, allo scopo di favorire la libera espressione del loro punto di vista» recita il sito internet regionale che ne promuove l'adozione. Anche Minturno ha seguito l'esempio di Spigno. Presidente dell'assise junior è Manuela Cappuccia. Per i minturnesi siamo ancora al giro di boa, ma già si pensa alla nuova formazione del 2010. Tra difficoltà varie questo consesso continua la sua proficua attività. Tuttavia sconta l'anonimato a causa di un grave deficit di comunicazione. A Formia, invece, il delegato alle politiche giovanili Stefano Zangrillo ha sposato l'iniziativa aderendo al bando regionale. Ma per l'istituzione si aspettano risposte della Pisana. Idem per Gaeta. Per la città, che ha conosciuto una prima esperienza di consiglio comunale baby sotto la giunta D'Amante, interviene il vicesindaco Salvatore Di Ciaccio, delegato alle politiche giovanili: «Quest'anno abbiamo approvato un odg in consiglio comunale proprio per la sua istituzione. Aspettiamo i fondi dalla Regione». In realtà i vari comuni potrebbero autonomamente attivare l'assise, ma con la generalizzata carenza finanziaria servirebbe una scossa. Una consapevole richiesta da parte dei suoi protagonisti. Avanti giovani, attivatevi presso il vostro comune.

venerdì 4 dicembre 2009

Il coraggio delle Idee, la forza della scrittura e l' amore per la verità

Il successo di Roberto Saviano è il coraggio delle Idee, la forza della scrittura e l'amore per la verità. Nelle sue parole vive la speranza del cambiamento, la convinzione che niente è immodificabile e che una rivoluzione può partire da un libro e dal messaggio che lancia. Un codice di valori non serbato gelosamente nel circuito autoreferenziale della letteratura, ma trasmesso di mano in mano, chiacchierata in chiacchierata. Un passaparola che ravviva la democrazia e la fiducia nel futuro.