Una lezione di sindacato attivo. Questo il senso dell’incontro intercorso giovedì tra i redattori della rivista di cultura, (in)formazione e antimafia “Wow”, i ragazzi del movimento generazionale Class Action e il segretario provinciale dell’Ugl – Chimici, Armando Valiani. Un incontro utile, tra l’altro, a fare il punto sui focolai della crisi occupazionale del pontino. Prima di lanciarsi nella conversazione, moderata da Gennaro Ciaramella e Cristina Vellucci, Valiani ricostruisce la sua “crescita” nel sindacato: “Ho cominciato a fare il sindacalista dieci anni fa. Un periodo che mi ha permesso di accumulare tanta esperienza, che poi ho utilizzato in numerose vertenze. Nexans mi ha iniziato al sindacato. Questa è stata una vicenda così complessa che ho potuto affrontare con maggiore tranquillità le altre questioni con cui mi sono imbattuto nell’arco di questo decennio ”. Un’attività che gli ha permesso di incidere su Pozzi Ginori ed ex Iver, solo per citare due esperienza che hanno colpito il sud pontino. “In tutti questi anni possiamo dire di aver introdotto un modo nuovo di fare sindacato. Abbiamo stabilito un metodo di concertazione con i lavoratori diverso. Siamo convinti che il sindacato non deve commettere l’errore fatto dalla politica: intraprendere strade diverse da quelle che chiedono i cittadini. Il sindacato deve giocare a carte scoperte con i lavoratori, deve capire cosa vuole la collettività, altrimenti che il rischio che le organizzazioni sindacali vanno in una direzione e il lavoratore dall’altra. Insomma il sindacato è uno strumento degli operai; se questi lo sanno utilizzare allora ne trarranno un grandissimo beneficio”.
venerdì 12 novembre 2010
Lavoro e territorio
Una lezione di sindacato attivo. Questo il senso dell’incontro intercorso giovedì tra i redattori della rivista di cultura, (in)formazione e antimafia “Wow”, i ragazzi del movimento generazionale Class Action e il segretario provinciale dell’Ugl – Chimici, Armando Valiani. Un incontro utile, tra l’altro, a fare il punto sui focolai della crisi occupazionale del pontino. Prima di lanciarsi nella conversazione, moderata da Gennaro Ciaramella e Cristina Vellucci, Valiani ricostruisce la sua “crescita” nel sindacato: “Ho cominciato a fare il sindacalista dieci anni fa. Un periodo che mi ha permesso di accumulare tanta esperienza, che poi ho utilizzato in numerose vertenze. Nexans mi ha iniziato al sindacato. Questa è stata una vicenda così complessa che ho potuto affrontare con maggiore tranquillità le altre questioni con cui mi sono imbattuto nell’arco di questo decennio ”. Un’attività che gli ha permesso di incidere su Pozzi Ginori ed ex Iver, solo per citare due esperienza che hanno colpito il sud pontino. “In tutti questi anni possiamo dire di aver introdotto un modo nuovo di fare sindacato. Abbiamo stabilito un metodo di concertazione con i lavoratori diverso. Siamo convinti che il sindacato non deve commettere l’errore fatto dalla politica: intraprendere strade diverse da quelle che chiedono i cittadini. Il sindacato deve giocare a carte scoperte con i lavoratori, deve capire cosa vuole la collettività, altrimenti che il rischio che le organizzazioni sindacali vanno in una direzione e il lavoratore dall’altra. Insomma il sindacato è uno strumento degli operai; se questi lo sanno utilizzare allora ne trarranno un grandissimo beneficio”.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
0 commenti:
Posta un commento