lunedì 13 giugno 2011

A proposito di Gaetano Valentino

Caro assessore Raffaele Chianese,
sono Raffaele Vallefuoco e da diversi anni seguo la vicenda di Gaetano Valentino. Una persona speciale. Una mente lucida in un corpo martoriato dalla distrofia muscolare, malattia che gli ha rubato la stessa vitalità che io ora sto mettendo nello scrivere questo post e che lei profonde nella sua attività di amministratore ogni giorno. Personalmente non condivido l’impostazione data al suo intervento. E’ troppo burocratica. E questo va bene in ossequio alla legge, ma non quando si parla ad una persona che si vede privata della energia e della speranza di vivere. Neanche è bene, per quanto sono consapevole trattasi di categorie “giuridiche” in senso lato, paragonare il caso di Gaetano Valentino a quello dei tanti indigenti minturnesi. Così si crea una “guerra tra poveri” e questo, forse, è meglio evitarlo. Andando alle cifre, che lei richiama. In primo luogo è bene precisare che le somme versate in favore di Gaetano Valentino sono state appositamente stanziate per lo stesso, e non quindi sottratte alla disponibilità degli altri concittadini. Invece è da evidenziare che nel 2008, data a partire dalla quale Gaetano ha cominciato a rivendicare attenzione, il nostro amico non ha ricevuto alcun contributo, né aiuti di altro tipo. E’ nel corso di una conferenza stampa da lui convocata che ebbi il piacere di conoscerlo. Aveva già ingaggiato la sua battaglia per il riconoscimento dei diritti dei malati gravi. Nel 2009 Gaetano ha ricevuto importi pari a 15 mila dalla provincia e 3 mila e 600 dal comune. Nel 2010, invece, la Regione ha stanziato 18 mila e 600 euro e il comune 3 mila e 600 euro. Nel 2011, non essendo arrivati contributi né dalla provincia e né tantomeno dalla regione, il comune non ha più erogato alcun sussidio, neanche i 3 mila e 600 che aveva previsto per suo conto. Ma il punto secondo me è un altro. A Gaetano non interessano cifre o importi, vuole solo il rispetto della legge. Pretende l’applicazione della legge 162/1998 e della legge regionale 20/2006 che assicurano un’assistenza socio – sanitaria per le 24 ore a quanti, tra gli affetti da malattie gravi, non voglio il ricovero in strutture specializzate Rsa. Gaetano mi racconta sempre che vivere in Rsa, secondo lui, non è compatibile con una normale vita di relazioni. Stare in una struttura Rsa, mi spiega, è come morire un po’ alla volta, spegnendo quel barlume di lucidità che resta in ogni uomo. Per questo Gaetano non chiede altro che l’applicazione della legge. A testimonianza di ciò nel 2008 ha fornito al Comune un piano di assistenza personalizzato, mai attuato, nemmeno dopo l’arrivo degli stanziamenti della provincia e della regione, questi direttamente erogatigli. Gaetano Valentino, disabile grave con deficit motori, si è dovuto sobbarcare anche il compito di reperire personale per la sua assistenza, cercando di retribuirlo con i fondi a sua disposizione, chiaramente insufficienti per queste tipologie di malattie. Per questo a nome di Gaetano la sollecito di cuore ad applicare quanto previsto dalla legge, coinvolgendo la politica ad ogni livello e grado, per risolvere una questione incresciosa per un paese che si dichiari civile.
Distinti saluti
Raffaele Vallefuoco

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