Nel cuore di Borgo Sabotino nasce un nuovo presidio di Legalità. Da ieri infatti Libera Latina ha restituito alla vita uno dei numerosi beni sequestrati alla criminalità e che segna inequivocabilmente la dorsale della presenza delle mafie in Provincia di Latina. Il bene, sequestrato per abusivismo edilizio diversi mesi or sono, è stato affidato ad aprile dal commissario prefettizio di Latina Guido Nardone al gruppo pontino. Un gesto simbolico, come ha sottolineato il prefetto di Latina Antonio D’Acunto, intervenuto nel corso dell’inaugurazione, a testimonianza della vicinanza delle istituzioni a quanti dedicano la loro quotidianità al contrasto alle criminalità organizzate. Disponibilità confermata anche dall’assessore Patrizia Fanti, intervenuta in rappresentanza dell’amministrazione comunale. Sulla stessa lunghezza d’onda è stato l’intervento di Stefano Amore consigliere per le attività internazionali in tema di politiche giovanili per il Ministero di Giorgia Meloni, “il ministero dei giovani”, come sottolineerà più tardi il leader di Libera don Luigi Ciotti. Ad analizzare le criticità che affliggono il nostro territorio ci ha pensato Alberto Spampinato di Ossigeno Informazione, il quale ha evidenziato il clima di intimidazione che vivono tutto i giorni i giornalisti della provincia di Latina e il tentativo dei “sacerdoti della mafia” che lavorano per sminuire il fenomeno di radicamento delle criminalità organizzate, infatti: “laddove c’è mafia, devono far apparire che non ci sia”. Significativo e toccante è stato l’intervento del maestro di musica popolare Ambrogio Sparagna, amico di Libera, una breve testimonianza di chi “cerca di mettere in armonia le persone”. A coordinare le attività ci ha pensato brillantemente Antimo Lello Turri, responsabile di Libera Latina, il quale ha introdotto Flavia Famà, figlia di Serafino Famà, avvocato penalista al quale è stato intitolato il Villaggio della Legalità. Flavia ha spiegato chi era suo padre, il suo coraggio e l’onestà nell’attività professionale. Un intervento toccante che si è concluso con l’abbraccio con i ragazzi di Libera, forti anche della presenza della coordinatrice nazionale del sodalizio Gabriella Stramaccioni. Ma l’applauso più scrosciante è stato riservato a don Luigi Ciotti, il quale ha invocato responsabilità “da parte di tutti. A partire da noi”. Ha poi aggiunto: “La costituzione è il primo testo antimafia e va rispettato con devozione”, prima di giocare con le parole che compongono la parola Latina, attribuendogli i significati che più sentiva a sé vicini: “L come liberà, A come ancora e ancòra, T come testimonianza, I come informazione, N come no e A come amore” ha concluso don Luigi, incassando il sostengo dei suoi ragazzi. (foto Gennaro Ciaramella)
martedì 19 luglio 2011
Inaugurato alla presenza di don Luigi Ciotti il Villaggio della Legalità
Nel cuore di Borgo Sabotino nasce un nuovo presidio di Legalità. Da ieri infatti Libera Latina ha restituito alla vita uno dei numerosi beni sequestrati alla criminalità e che segna inequivocabilmente la dorsale della presenza delle mafie in Provincia di Latina. Il bene, sequestrato per abusivismo edilizio diversi mesi or sono, è stato affidato ad aprile dal commissario prefettizio di Latina Guido Nardone al gruppo pontino. Un gesto simbolico, come ha sottolineato il prefetto di Latina Antonio D’Acunto, intervenuto nel corso dell’inaugurazione, a testimonianza della vicinanza delle istituzioni a quanti dedicano la loro quotidianità al contrasto alle criminalità organizzate. Disponibilità confermata anche dall’assessore Patrizia Fanti, intervenuta in rappresentanza dell’amministrazione comunale. Sulla stessa lunghezza d’onda è stato l’intervento di Stefano Amore consigliere per le attività internazionali in tema di politiche giovanili per il Ministero di Giorgia Meloni, “il ministero dei giovani”, come sottolineerà più tardi il leader di Libera don Luigi Ciotti. Ad analizzare le criticità che affliggono il nostro territorio ci ha pensato Alberto Spampinato di Ossigeno Informazione, il quale ha evidenziato il clima di intimidazione che vivono tutto i giorni i giornalisti della provincia di Latina e il tentativo dei “sacerdoti della mafia” che lavorano per sminuire il fenomeno di radicamento delle criminalità organizzate, infatti: “laddove c’è mafia, devono far apparire che non ci sia”. Significativo e toccante è stato l’intervento del maestro di musica popolare Ambrogio Sparagna, amico di Libera, una breve testimonianza di chi “cerca di mettere in armonia le persone”. A coordinare le attività ci ha pensato brillantemente Antimo Lello Turri, responsabile di Libera Latina, il quale ha introdotto Flavia Famà, figlia di Serafino Famà, avvocato penalista al quale è stato intitolato il Villaggio della Legalità. Flavia ha spiegato chi era suo padre, il suo coraggio e l’onestà nell’attività professionale. Un intervento toccante che si è concluso con l’abbraccio con i ragazzi di Libera, forti anche della presenza della coordinatrice nazionale del sodalizio Gabriella Stramaccioni. Ma l’applauso più scrosciante è stato riservato a don Luigi Ciotti, il quale ha invocato responsabilità “da parte di tutti. A partire da noi”. Ha poi aggiunto: “La costituzione è il primo testo antimafia e va rispettato con devozione”, prima di giocare con le parole che compongono la parola Latina, attribuendogli i significati che più sentiva a sé vicini: “L come liberà, A come ancora e ancòra, T come testimonianza, I come informazione, N come no e A come amore” ha concluso don Luigi, incassando il sostengo dei suoi ragazzi. (foto Gennaro Ciaramella)
| Che ne dici? |
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
0 commenti:
Posta un commento