
Una serata all’insegna dell’ottimismo, della speranza incarnata dalle parole di Mario Calabresi e dall’umorismo targato Gianrico Carofiglio. L’uno direttore de La Stampa, l’altro scrittore, già magistrato e senatore del Pd, entrambi protagonisti della serata conclusiva della rassegna editoriale Libri sulla Cresta dell’Onda, la kermesse che, organizzata da Enza e Riccardo Campino, diventa sempre più il fiore all’occhiello della cultura pontina. Un evento che chiama a raccolta un gran numero di lettori, proprio come è successo lo scorso 3 agosto, nella cornice del Coni di Formia. Ad aprire l’incontro è stato Mario Calabresi, il quale, reduce già da due lavori, ha spiegato la nascita dell’ultimo libro “Cosa tiene accese le stelle”, una raccolta di “storie di italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro”, come recita il sottotitolo del lavoro. “Un libro che nasce come risposta alla corrispondenza che tengo con i lettori de La Stampa per dire, un attimo, riflettiamo sul nostro futuro, diamo speranza ai nostri giovani, e guardiamo con occhi critici al passato, a volte troppo idealizzato”. Un passato che nasconde tra le pieghe collusione tra politica e mafie, anni di piombo e dolore. Un libro per non piangerci addosso e guardare con ottimismo al domani, insomma. Ottimismo che certo ti regala Gianrico Carofiglio, con la sua verve, il quale, però, non ha mancato di sottolineare un passaggio chiave del suo ultimo lavoro: “La manomissione delle parole”. Ha chiarito infatti: “E’ necessario attribuire corretto senso alle parole”, ha spiegato al pubblico, prima di rieditare una tesi di don Milani: “La società è più evoluta quando più ricco è il suo vocabolario”. Quindi in chiusura di serata non poteva mancare un riferimento alla classe politica e più in particolare ai nostri parlamentari, da taluno giudicato “specchio della società italiana”. “Sostanzialmente d’accordo con questa tesi” Carofiglio, mentre molto più critico Calabresi, il quale ha fatto eco: “Credo che la classe politica sia peggiore della società civile di cui è espressione. E questo a causa delle legge elettorale” ha concluso incassando l’apprezzamento del pubblico.
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