Un attentato incendiario e' stato messo a segno vicino al centro visitatori del Parco nazionale del Circeo. A darne notizia è l'Ansa, con il ritrovamento di otto punti di innesco rudimentali, realizzati con rami secchi e diavolina. Secondo i rilievi degli operatori ginti sul posto gli inneschi sono stati rinvenuti in diversi punti della riserva. Ma il principio di incendio è stato subito avvistato da alcuni passanti, che hanno immediatamente lanciato l'allarme. Per il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo si tratta di un "gravissimo atto di intimidazione". Libera Lazio rincara la dose, parlando di tentativo di eliminazione dell'ultimo baluardo al "sacco di Sabaudia". Afferma Antonio Turri, responsabile Lazio: "Il gesto va ad aggiungersi a tutta una serie di azioni mirate ad aggredire l’area protetta del Circeo come le mancate demolizioni delle centinaia di opere edilizie abusive su cui pendono sequestri nonché ordinanze di abbattimento o come quella del rilascio delle autorizzazioni e nulla osta ad edificare un mega centro commerciale a poche decine di metri dallo stesso centro visitatori del Parco rilasciate da Comune ed Ente Parco. Segno inconfutabile dell’immobilismo di una politica che basa spesse volte la ricerca del consenso sul permissivismo finalizzato ad eludere le norme a tutela dell’ambiente. Non può sottacersi come a Sabaudia e non solo, la violazione delle norme ambientali o che regolano la corretta edificabilità dei suoli siano violate da rappresentanti della pubblica amministrazione o dai loro familiari. L’episodio – continua Turri – deve essere letto come il concomitante agire di quanti in spregio alle leggi dello Stato intendono utilizzare l’unico Parco Nazionale presente nella regione Lazio ed ubicato a poche decine di chilometri da Roma, per illeciti arricchimenti in spregio al diritto dei cittadini alla bellezza dei luoghi in cui vivono e alla salvaguardia dell’unico tipo di sviluppo possibile che è quello turistico . Del resto le recenti polemiche riguardanti i tentativi della regione Lazio di sanare gli abusi edilizi riconducibili ad un noto esponente politico di Fondi, cosi come l’assurda idea di realizzare un tunnel sotterraneo nella piccola isola di Ventotene, sono tutti fatti ascrivibili a quell’humus di irresponsabilità politica che rappresenta il terreno in cui nascono e si sviluppano comportamenti mafiosi che fanno del basso Lazio la terra di origine di una quinta mafia che Libera definisce mafia autoctona o da contaminazione" conclude l'esponente.
sabato 3 settembre 2011
Dolo al parco del Circeo, l'intervento di Libera
Un attentato incendiario e' stato messo a segno vicino al centro visitatori del Parco nazionale del Circeo. A darne notizia è l'Ansa, con il ritrovamento di otto punti di innesco rudimentali, realizzati con rami secchi e diavolina. Secondo i rilievi degli operatori ginti sul posto gli inneschi sono stati rinvenuti in diversi punti della riserva. Ma il principio di incendio è stato subito avvistato da alcuni passanti, che hanno immediatamente lanciato l'allarme. Per il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo si tratta di un "gravissimo atto di intimidazione". Libera Lazio rincara la dose, parlando di tentativo di eliminazione dell'ultimo baluardo al "sacco di Sabaudia". Afferma Antonio Turri, responsabile Lazio: "Il gesto va ad aggiungersi a tutta una serie di azioni mirate ad aggredire l’area protetta del Circeo come le mancate demolizioni delle centinaia di opere edilizie abusive su cui pendono sequestri nonché ordinanze di abbattimento o come quella del rilascio delle autorizzazioni e nulla osta ad edificare un mega centro commerciale a poche decine di metri dallo stesso centro visitatori del Parco rilasciate da Comune ed Ente Parco. Segno inconfutabile dell’immobilismo di una politica che basa spesse volte la ricerca del consenso sul permissivismo finalizzato ad eludere le norme a tutela dell’ambiente. Non può sottacersi come a Sabaudia e non solo, la violazione delle norme ambientali o che regolano la corretta edificabilità dei suoli siano violate da rappresentanti della pubblica amministrazione o dai loro familiari. L’episodio – continua Turri – deve essere letto come il concomitante agire di quanti in spregio alle leggi dello Stato intendono utilizzare l’unico Parco Nazionale presente nella regione Lazio ed ubicato a poche decine di chilometri da Roma, per illeciti arricchimenti in spregio al diritto dei cittadini alla bellezza dei luoghi in cui vivono e alla salvaguardia dell’unico tipo di sviluppo possibile che è quello turistico . Del resto le recenti polemiche riguardanti i tentativi della regione Lazio di sanare gli abusi edilizi riconducibili ad un noto esponente politico di Fondi, cosi come l’assurda idea di realizzare un tunnel sotterraneo nella piccola isola di Ventotene, sono tutti fatti ascrivibili a quell’humus di irresponsabilità politica che rappresenta il terreno in cui nascono e si sviluppano comportamenti mafiosi che fanno del basso Lazio la terra di origine di una quinta mafia che Libera definisce mafia autoctona o da contaminazione" conclude l'esponente.
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