
La presenza camorristica e le lotte intestine alla maggioranza guidata da Michele Forte hanno animato il consiglio comunale di Formia. Martedì, infatti, il consesso civico, convocato per discutere su Piano Casa e criminalità organizzata, all’indomani dei recenti arresti nell’ambito delle operazioni ‘Golfo’ e ‘Tahiti’, è finito in bagarre, costringendo il presidente, Erasmo Picano, a sospendere la seduta. Per vero, quest’ultimo, unitamente al primo cittadino, aveva cercato di imporre un clima sereno. Il punto di rottura, però, si è registrato con l’intervento dell’assessore Pasquale Cardillo Cupo, con delega alla Viabilità, e difensore di uno degli arrestati nell’ambito della prima operazione. L’amministratore, in particolare, prendendo la parola per difendersi dalle richieste di dimissioni avanzate alla luce della ‘incompatibilità’ tra l’incarico legale e il ruolo in giunta, ha assestato un colpo affermando: “Non accetto lezioni di falso moralismo da nessuno. Anzi, mi voglio fermare qui e non costringetemi ad andare oltre”. Parole che hanno fortemente infastidito il consigliere Giuseppe Simeone (Pdl), il quale ha replicato: “Lei non può dire questo e non può fare queste illazioni”. Il più a questo punto era fatto. Tra accuse, repliche e controrepliche, il presidente Picano si è visto costretto al rinvio della seduta. A margine del consiglio, poi, abbiamo registrato la presa di posizione del presidente provinciale del Pd, Enrico Forte, del deputato Pd Sesa Amici e del coordinatore sud pontino dei democratici, Francesco Carta, i quali hanno stigmatizzato l’atteggiamento dell’assessore Cardillo Cupo. In particolare: “La sospensione della seduta del Consiglio Comunale di Formia rappresenta un fatto molto grave. Al di là dell'atteggiamento del sindaco di Formia, teso come sempre a minimizzare quanto accade, resta gravissimo il comportamento dell'assessore Cardillo Cupo. Il suo intervento è stato dirompente ed ha fatto degenerare la seduta. Non solo gli è mancata quella sensibilità elementare per la quale avrebbe fatto bene a tacere ma, al contrario, ha rivendicato fieramente di essere assessore del Comune di Formia e professionalmente impegnato quale avvocato di fiducia di Bardellino. Dopo aver citato diversi avvocati parlamentari che difendono mafiosi e dopo aver sbeffeggiato l'opposizione protagonista, a suo dire, di avergli fatto pubblicità ha buttato lì una frase tra l'insinuazione e la minaccia contro il capogruppo del Pdl Salvatore Forte. Quanto accaduto ripropone con forza la richiesta di dimissione di Cardillo Cupo da assessore del Comune di Formia. Il Consiglio Comunale di Formia dovrà ancora riunirsi per decidere sull'ordine del giorno presentato dai consiglieri d'opposizione (Partito Democratico e Sinistra Ecologia e Libertà) che chiedono la costituzione di parte civile del Comune di Formia contro i clan di camorra, l'istituzione di un osservatorio contro la criminalità organizzata e di una sezione della Dia in Provincia di Latina. In un momento di crisi così grave, con la sofferenza delle imprese e il rischio che sia la criminalità organizzata ad offrire crediti e capitali, è indispensabile che il nostro territorio sia avvertito sicuro. Questa è condizione essenziale per attrarre investimenti puliti e garantire la convivenza civile. Per raggiungere questo obbiettivo, la trasparenza e la presa di distanza da qualsiasi collegamento mafioso sono premesse indispensabili” concludono gli esponenti democratici.